Banalità

Va tutto bene, ciccio.
Che io son la gente che i miei quarant’anni me li son sudati.

Io son la gente, ciccio, che lo sa che vuol dire che non tutto si può sapere. Gente che convive col fantasma di Schrödinger, che nemmeno vita o morte si può stabilire, se non di giorno in giorno con il lancio di una monetina.

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A Long Way Home

L’altro giorno si parlava con Socia del passato. Questo stop, questo blocco surreale pandemico del tempo e dei ritmi, ci ha portato ad essere in qualche modo riflessive e rivalutanti.

Ho sempre avuto un rapporto contrastato con il passato che in ogni momento della mia vita ho sempre visto come l’età dell’oro.
Prima era sempre meglio. Ero più libera, più artistica, più divertente, più divertita. Più giovane.

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Giocare col fuoco

Dice che eri l’ultima a saperlo fare.
Ogni sera, con precisione maniacale, avvolgevi garze pirotecniche attorno a un corpo per gli altri nudo, coperto solo di lustrini e paillette. I tuoi occhi – vestiti per piacere e protetti per non guardare – non li ho potuti vedere né capire da una foto fatta per stupire.

Dice che ogni giorno eri pronta a bruciare.
Tre minuti di splendore programmato, ché probabilmente già lo sapevi che non ci è dato di bruciare all’infinito. Ed era esplosione da una mano, poi fuoco ed esplosione dall’altra, fino ad arrivare alla testa, dove in uno spettacolo inaudito arrivava a esplodere il pensiero.

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